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things were good when we were young


Diario


16 novembre 2009

Trasloco blogghereccio

Il Cannocchiale non mi piace più come piattaforma, ora i cannolicchi sono quasi tutti mosci (a differenza di quel che erano fino a due o tre anni fa), i contenuti passati di questo blog, ormai, non mi appartengono più del tutto. Le persone cambiano, i blog pure.



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15 novembre 2009

This Is The End


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11 novembre 2009

Esperimenti

Volevo cercare di aggiornare questo blog con Windows Live Writer, ma credo che non ci riuscirò mai.


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28 ottobre 2009

Il binario già tracciato

Da una parte c'è il pragmatismo politico smaliziato fino all'estremo, dall'altra c'è la faccia come il culo. In questo insieme onnicomprensivo degli atteggiamenti tipici della politica politicante italiana e credo anche mondiale, Francesco Rutelli si colloca, a partire da questi giorni, nel secondo gruppo.

Una volta, se non ricordo male, accadeva che c'era l'Ulivo in cui l'UdEur usciva dalla Margherita per allearsi con questa; in cui dal Prc scappavano i cossuttiani che qualche anno dopo tornavano ad allearsi con gli ex compagni; dove Di Pietro lasciava i Democratici di Prodi e Parisi per fondare l'Italia dei Valori, e poi allearsi con il partito nato dall'unione tra Ppi, diniani e, appunto, prodiani. Ora, per combattere questo vecchio modo di fare, questo «binario già tracciato», Francesco Rutelli lascia il Partito democratico per approdare nell'Udc con cui il Pd stesso intende, ormai, allearsi. 

Da minoranza del Pd a maggioranza dell'alleato del Pd, come il più classico dei cacciapoltrone di periferia, questo è il binario del democratico Rutelli.


25 ottobre 2009

Vota Bersani

Non voto Pd e credo che non lo voterò mai. Sono sostanzialmente berlusconiano anche quando Berlusconi mi fa incavolare - come nell'ultimo paio di anni, grosso modo.

Detto questo, se fossi una brava persona, cioè un democratico elettore di centrosinistra, oggi, finite le partite contento dell'andamento del fantacalcio e in attesa del posticipo, uscirei di casa, mi recherei presso il seggio delle primarie del Pd, e voterei Pierluigi Bersani, che è la cosa migliore per il paese, perchè anche alla guida dell'opposizione ci deve essere un vecchio padanone tosto che parla di ciccia, e non i Nanni Moretti, i blogger fighetti e i centristi che minacciano le scissioni.


23 ottobre 2009

Voglio andare a Tokio


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22 ottobre 2009

La prima pagina mettila nel c...


21 ottobre 2009

Real Madrid - Milan

Io penso che stasera perderemo tre a zero. Auspico ovviamente il contrario. Non è che non sia capitato di peggio (basta ricordare lo 0 a 4 col Deportivo del 2004). Però, ecco, negli ultimi anni, quando è successo qualche disastro, a vestire la maglia rossonera c'era sempre e comunque Riccardino. 
Questa volta sarà dall'altra parte. 

Potrei anche mettermi a piangere, verso le 20 e 45. Dopo, inizierò a fare tristi paragoni col passato.


20 ottobre 2009

Le primarie viste da destra

L’istinto consiglia, a ogni buon simpatizzante del Pdl, di rispolverare il buon vecchio motto Me ne frego di fronte alle primarie del Partito democratico. O, almeno, credo che sia così, visto che la scena politica di questo paese è ormai dominata, per vari motivi, da un solo partito, quello di Berlusconi, e dai suoi più perfidi nemici (Di Pietro, Santoro, secondo alcuni Fini). Il Pd è ridotto alla parte del fantoccio destinato inevitabilmente a malefìci e punzecchiature... (continua a leggere su Novamag, aggiornato come ogni martedì. Questo numero è tutto dedicato alle primarie del Pd).


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20 ottobre 2009

Vattene Giulio

Giulio Tremonti è totalmente fuori posto. Fuori posto al ministero di via XX Settembre, fuori posto nel partito, nel paese, nella situazione sociale, finanziaria ed economica che stiamo vivendo. Dipinge un'Italia anni '60 che, nelle politiche governative, si concretizza in un'Italia anni '80.
 
Posto fisso? Io voglio avere la possibilità di trovare un lavoro sempre migliore, e di non ritrovarmi a combattere contro inutili corporazioni e balzelli feudali e posti superprotetti e tasse spezzagambe e concorrenza inesistente che rendono inutile qualsiasi mio sforzo o merito.

Se li tenga lui, quarant'anni di lavoro noioso e ripetitivo con un salario tra i più bassi d'Europa contrattato da un sindacato colluso con le grandi imprese. Poi, ne riparliamo. Immagino un paese ricco perchè è geniale e laborioso, non un paese piatto che tira a campare per amore della "coesione sociale".

Vattene, compagno Giulio.


18 ottobre 2009

E se nel Pd mancassero di attributi?

In principio fu l'iniziativa "Siamo tutti coglioni", o qualcosa del genere, in risposta alle parole di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale 2006. Poi è stata la volta, da parte di Repubblica, di "Siamo tutti farabutti" e "Difendiamo le donne". Oggi Dario Franceschini - e qualcuno l'aveva previsto - lancia l'iniziativa "Tutti con calze turchesi".

E se domani Berlusconi dicesse che quelli di sinistra sono senza palle, cosa accadrebbe nella redazione di Repubblica e tra i sinceri democratici di questo paese? Tutti a lanciarsi verso l'autoevirazione di massa?


17 ottobre 2009

Un mistero sulle primarie del Pd

Al settimo giorno di questo malanno di stagione che non vuole sapere di abbandonarmi, costretto a stare a casa ad annoiarmi all'interno di un quadrilatero fatto di tv, computer, libri e frigorifero, in un attimo di pigrizia mentale, nonchè di sonnolenza per colpa di quel cavolo di Zerinol consigliato dalla farmacista, è sorto in me un dubbio che mi lacera, soprattutto perchè riguarda quel che avverà tra pochi giorni, una battaglia importantissima per la vita politica italiana, senza esclusione di colpi e fondamentale per le sorti di questo paese per i prossimi anni e per i decenni a venire.

Alle primarie del Pd, Marianna Madia, per chi vota?


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«Quando non ci sarà più Berlusconi, sto paese diventerà tutto un piazzale Loreto». Fedele Confalonieri, intervista al Corriere della Sera, 16 gennaio 2004.



«L'8 luglio c'erano solo 200 persone in Campidoglio a commemorare le vittime degli attentati di Londra. Il 18 marzo 2004, sempre in Campidoglio, erano ancora meno quelli che parteci- parono alla manifestazione per le vittime della strage di Madrid. Eppure due giorni dopo, il 20 marzo 2004, un milione di persone sfilarono a Roma nel primo anniversario della guerra in Iraq. Finora gli italiani si sono rivelati più sensibili a manifestare contro gli americani che contro il terrorismo». Magdi Allam, Corriere della Sera, 18 luglio 2005.




«Una parte della società italiana è afflitta da razzismo etico, nel senso che considera moralmente inferiore chi vota per forze politiche cui essa - la parte sana del Paese - non riconosce piena legittimità democratica. (...) In breve, c’è una parte del Paese che si sente nella posizione di giudicare gli altri, e c’è una parte del Paese che - proprio per questo - si sente permanentemente sotto esame. (...) Nella cultura italiana i luoghi comuni della sinistra «politicamente corretta» sono diffusi in modo leggero ma capillare. Per molti cittadini progressisti o illuminati se voti Forza Italia come minimo sei un affarista, un mafioso, o un abbindolato. Se voti Lega sei una persona rozza, egoista e intollerante. Se voti i post-fascisti non hai diritto di sedere al desco dei veri democratici. Se sei di sinistra e ti capita di comprare il Giornale ti guardano come se avessi acquistato un rotocalco pornografico». Luca Ricolfi, La Stampa, 17 aprile 2008.



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